mercoledì 30 settembre 2015

'sto posto...






                           











 

'sto posto...'sto posto è 'na scommessa
ci si sta, rischi e fischi

'sto posto...'sto posto è comme l'ammore
stai alto, ma stritto stritto

'sto posto...'sto posto è 'na sciòrta
'n ancino 'ndo mazzo

'sto posto...




lunedì 28 settembre 2015

guardoni





 

trent'anni, su per giù.

   sto pubblicando pezzi della mia vita passata, di quando ancora non mi interessava portare innanzi il baraccone familiarlavorativo, di quando qualche lira per un po' di benzina, una birra ed un po' di fumo erano le uniche necessarie.
p'ammore 'e ddio! non è che poi, con la professione ed il lavoro, mi sia dato obbiettivi troppo più impegnativi, ancora oggi, io!, mi accontento dell'indipensabile; è il mio socio paritario, lo stato, a pretendere sempre qualcosa in più.
comunque, al di là delle questioni finanziarie, volevo dire della passione che allora, inizi anni novanta, riversai nel dissacrare tutto ciò che poteva appena appena puzzarmi di sacralità iconologica.
sorbitemi se volete, poi passeremo ad altro.



venerdì 25 settembre 2015

/ˈdʒendər/


difficile a dirsi, a divulgarsi per quello che realmente è, sono, gli studi di genere.
appunto studi, del sociale, poco divulgati o per partito preso o perchè veramente impossibilitati a comprenderli ed accettarli o ancora, e ciò può essere la principale causa, perchè sono in fase ancora di dimostrabilità, di scientificizzazione, del loro assunto principale: non sono i generi naturali maschile o femminile a determinare le condotte sessuali (preferenze?) o, per i romantici, gli amori, ma i condizionamenti della società intorno.
in italia questa divulgazione è resa ancora più difficile dal vaticano volere (va.vo.) dall'ipocrisia degli italiani in "genere".
allora?, allora facciamo un esempio semplice semplice per cercare di capire, io per primo, ovviamente.
tex e quel marpione di carson.
di tex sappiamo che ha avuto una sola donna, una principessa navajo, figuratevi, che l'ha reso padre prima di spirare per mano di cattivi, ovviamente.
carson, oltre a commentare sempre cavallerescamente le femminee sembianze, non ha mai avuto donne, o almeno io non ne ho mai letto.
ecco, due machos, due rudi, giustizieri e cavallereschi, uomini di frontiera, di selle e coperte, di sockosi pugni; però senza femmine e non dichiaratamente omo. così ce li hanno dovuti presentare bonelli & co. il secolo scorso, e così sono ancora oggi.
invece?, invece un bonelli/omero, un creatore di uomini simbolici di 2500, 3000 anni fa, non avrebbe avuto difficoltà a raccontarci di due eroi d'acciaio, di due lottatori alle ingiustizie, che la notte in arizona davanti ad un falò oltre che farsi compagnia si amano.
quindi?, quindi qualche cazzo di verità la staranno ricercando gli studiosi di genere, e lasciamoglielo fa' e teniamo conto che, come ho detto qualche post fa, 'a meglia cosa è farsi i cazzi propri su certe faccende.
hush-hush


lunedì 13 luglio 2015

l'etrusco





sarà stato il taglio di capelli alla cocciante ad incassargli la testa, anche se, mi dicono, cocciante proprio incassato è, e, lo stesso taglio, gli aveva fatto affibiare il nome di l'etrusco, il primitivo era l'altro suo contronome.
il volto quadro, mascelluto, il taglio secco secco delle labbra ed il sopracciglio folto insieme al ricciolone compatto che anticipava gullit, gli davano sul serio l'aspetto del mascherone etrusco. e degli etruschi l'etrusco condivideva il mistero: nessuno sapeva da dove venisse o il suo nome o perchè venisse a palazzo gravina per farsi ritrovare in qualsiasi aula, per qualsiasi corso ed in qualsiasi orario.
lo trovavi così, all'erta, appoggiato al muro- o dio! mica era il solo, se ripenso agli affollatissimi corsi di analisi o statica...- ostentando un'attenzione che se fosse stata reale avrebbe dovuto essere il preside siola.
non solo attenzione ostentava, il primitivo, ma un abbondante pacco pubico che magari questo gli aveva fatto affibiare il secondo contronome, il primitivo appunto.
gli incontri col personaggio, almeno per me, vanno dagli inizi degli anni ottanta al novanta suppergiù, ma i suoi abiti riportavano alla beat generation dei settanta, quindi l'abbondante visione era implementata- eh!? che lessico progressivo, eh!?-  da attillatissimi pantaloni a vita alta e zampa d'elefante, anche un po' sbiaditi proprio là- comme s'àusava.
il primitivo etrusco non dava confidenza a nessuno, non aveva amici, solitario come silver surfer scivolava da un corso ad un altro suscitando interrogativi e curiosità in
chi se lo vedeva vicino la prima volta.




girava voce che venisse da oriente di napoli, grossomodo ercolano o ,di più, le due torri, del greco o annunziata, perchè qualcuno lo avrebbe sentito grugnire in quell'inflessioni.
poi si sa, la gente è cattiva ed i futuri architetti di più, finì anche ritratto su una porta dei cessi. venne raffigurato trasportante un gigantesco pacco con una carriola, 'na cosa fine.
questa la parte divertente di una vita, poi c'è, sempre- ha' voglia a pensa' no a me mai,  'na parte più triste, dolorosa et umana.
chi era il primitivo? il primitivo era parte di quelle scorie del sistema scolastico, era un residuo di lavorazione che non ce l'aveva fatta, un fuoricorso decennale ormai fuso coll'idea che doveva frequenta' e finì, anche perchè questo solo sapeva fa': venire a seguire i corsi.
lo giuro, io lo penso spesso. a volte mi trovo a volere fortemente che l'etrusco, magari proprio nel 1990, sia riuscito a laurearsi e che abbia trovato una sua strada e che magari continui ad esibire con nonchalance  il suo proverbiale scomodo dietro una scrivania di vetro e acciaio dietro una cortina di vetro e acciaio.
questo voglio.